(ASCA) - Roma, 15 dic - Un milione e mezzo di euro stanziato dalla Regione Lazio per proseguire e allargare a tutte le Province un modello di continuita' assistenziale ai pazienti ematologici seguiti negli ospedali romani. E' il progetto sostenuto dall'Assessorato alle politiche sociali e famiglia della Regione Lazio, presentato questa mattina a Roma nella sede dell'Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma (Ail). Il progetto prevede un servizio di assistenza che rendera' possibile trasferire su tutto il territorio regionale, direttamente nell'abitazione dei pazienti, le procedure terapeutiche complesse e tipicamente ospedaliere. A coordinarlo sara' l'Ail, insieme all'universita' La Sapienza e al Policlinico Umberto I di Roma. ''Una delle frasi piu' ricorrenti di un malato quando e' ricoverato e' 'dottore, quando mi manda a casa'. E cio' vale per tutti, dai bambini agli anziani - ha spiegato ai cronisti Franco Mandelli, presidente dell'Ail - che non vedono l'ora di far ritorno a casa.
E' importantissimo essere curati a casa circondati dall'affetto dei propri cari, dei propri amici in un ambiente accogliente e familiare rispetto a quello ospedaliero''. E sara' l'Ail a redigere i report periodici sull'andamento delle cure e, come spiegato questa mattina, l'iniziativa avra' una durata di dodici mesi, prendera' il via il primo gennaio, ma l'obiettivo e' estendere il progetto per altri cinque anni.
''La Regione - ha spiegato Forte - ha deciso di stanziare questo denaro per raggiungere gli obiettivi al centro della politica sanitaria del Lazio, ovvero un'integrazione maggiore tra i servizi sociali e sanitari e cure appropriate, mettendo al centro la persona. Cio' comporta dei risparmi in questo momento, fatto fondamentale per la nostra Regione''. Per Forte il progetto ''parte da un'analisi dei bisogni e in questo modo riusciremo a fornire un servizio migliore ai pazienti''.